Le Vie Francigene di Puglia

Le Vie Francigene di Puglia

Per la sua conformazione e posizione strategica, la Puglia ha rappresentato da sempre un crocevia di culture, il punto in cui levante e ponente si fondono e si intrecciano influenzandosi a vicenda. Numerose sono le testimonianze che dipingono la Puglia come luogo di sosta e di transito di pellegrini e crociati in viaggio verso la Terra Santa o di ritorno da essa. Pertanto, soprattutto nel caso della Puglia è necessario declinare la Via Francigena al plurale, essendo state diverse le vie percorse nel tempo per raggiungere i luoghi di culto, e i porti dai quali proseguire il viaggio verso Gerusalemme.

Le due arterie principali, intorno alle quali si sono sviluppate le altre francigene, sono state le vie consolari romane, la Regina Viarum Appia Antica, e la successiva Appia Traiana. La prima, cosi chiamata per l’assoluta rilevanza assunta nel ruolo di testa di ponte tra la penisola e l’oriente, collegava Roma a Brindisi e attraversando Capua, Benevento e Venosa entrava nelle Puglie sino a raggiungere Taranto e quindi la meta finale sull’Adriatico. La seconda, voluta dall’imperatore Traiano per velocizzare gli spostamenti delle legioni romane, si staccava dall’Appia nei pressi di Benevento e valicando l’appennino nel suo tratto meno impervio puntava dritta verso l’antica Aecae, l’odierna Troia, e di qui seguiva un percorso semi costiero che attraverso Herdonia, oggi Ordona, Canosa di Puglia, Ruvo e Bitonto si connetteva con Barium o giungeva al mare nei pressi dell’antica Egnatia e da quest’ultima proseguiva sino a Brindisi. Alle vie consolari non si possono omettere di aggiungere la Via Micaelica e la Via Litoranea. La prima conosciuta anche come Via dell’Angelo e come Via Francesca nel suo ultimo tratto, partendo da Troia connetteva quest’ultima con Monte Sant’Angelo, nella cui grotta dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, già dal V secolo era venerato il Principe delle Milizie Celesti che pellegrini e crociati invocavano a propria protezione prima di proseguire il viaggio verso la Terra Santa.

Il pellegrinaggio alla grotta di San Michele tra il VII e il XII secolo era divenuto esso stesso motivo d’intraprendenza del cammino e la fama del culto Micaelico, diffusasi nell’Europa settentrionale grazie ai Longobardi, attirava sul Gargano pellegrini provenienti da Francia, Germania e Gran Bretagna.

La Via Litoranea, conosciuta anche come Traiana Marittima, collegava l’antica Sipontum, nei pressi dell’attuale Manfredonia, con il tracciato della Via Appia Traiana passante per Bari, consentendo di proseguire il viaggio costeggiando il mare sino a Brindisi. Meritano inoltre una menzione particolare altre vie francigene come la Via Appia Traiana Calabra che metteva in comunicazione Brindisi con Otranto e le Vie Sallentina e Leucadense che conducevano sino al santuario di Santa Maria de Finibus Terrae a Leuca, per poi risalire sino a Taranto, ricollegando il tacco d’Italia all’Appia Antica e quindi al resto della penisola. Intorno a queste direttrici si sono sviluppate nel corso dei secoli diramazioni, varianti, e bretelle che hanno servito e corredato i percorsi principali e contribuito a costituire quel fascio di vie che è possibile oggi identificare e includere tra le Vie Francigene.

Fonte: Vito Alessandro Caterino, Le Vie Francigene in Puglia, da vision a opportunità di sviluppo territoriale sostenibile, Università di Bologna A.A. 2015/2016.