La pieve di Santa Maria Assunta a Chianni

La pieve di Santa Maria a Chianni rappresenta uno dei monumenti più significativi dell’edilizia romanica in Valdelsa. Situata sulle colline a nord-est di Gambassi Terme, alla sinistra del fiume Elsa si trovava su un importante nodo viario, là dove l’antica Via Volterrana “Nord” s’intersecava con la primitiva Via Francigena o Romea. Le prime notizie sulla pieve si hanno in documento stipulato a Chianni il 26 marzo 988, in cui i fratelli Corrado e Rodolfo del fu Alfredo cedono a Pietro, Vescovo di Volterra, il poggio e il monte di Cabbialla.

Tra il 990 e il 994, l’Arcivescovo Sigerico di Canterbury, nell’elenco delle tappe del suo percorso da Roma al canale della Manica, nominava quale ventesima submansio (luogo di tappa) “Sante Marie a Glan”, titolo che ha conservato fino ad oggi. Si trattava, però, di un altro edificio, che probabilmente doveva trovarsi al posto di quello attuale romanico, risalente alla fine del XII secolo. Fu, infatti, tra la fine del XII secolo e gli inizi del successivo, che l’edificio plebano venne ricostruito nelle forme attual dai vescovi volterrani, i quali volevano rafforzare la propria giurisdizione in Valdelsa, in un periodo in cui i loro poteri andavano diminuendo. Probabilmente, il vecchio edificio, che risaliva almeno al X secolo, risultava troppo piccolo a seguito dell’aumento della popolazione, che si ebbe con la fondazione del castrum novum di Gambassi, negli anni 70 del XII secolo.

Il complesso plebano di Santa Maria a Chianni è composto dalla chiesa a tre navate con transetto e dalla canonica. La facciata in arenaria spicca in contrasto con il paesaggio circostante mentre all’interno lo spazio piuttosto austero tipico del romanico è suddiviso in tre navate con un ampio transetto sporgente nella cui parte terminale si aprivano in origine cinque absibi semicircolari, essendo stata quella centrale sostituita intorno agli anni ’20 del XVI secolo da una scarsella quadrilatera (le formelle nella volta sono probabilmente opera dei fratelli Gagni di Gambassi). Le tre navate dell’interno sono divise da sei archi per ogni parte e sostenute da colonne per la maggior parte monolitiche e diverse tra loro nelle dimensioni e nei materiali lapidei. Le prime due sono in verità semicolonne che sono addossate sul retro della facciata. Le due terminali sono invece pilastri circolari dovendo sostenere il carico delle archeggiature trasversali che separano e, al tempo stesso uniscono, le tre navate con il corpo trasversale del transetto.

I capitelli, scolpiti con motivi vegetali o antropomorfi, sono tutti diversi tra loro per forme dimensioni, e riflettono, sia influenze oltralpe, sia quelle più locali del contado volterrano. Sul secondo capitello a sinistra è possibile leggere un’iscrizione JOH (ANNES) BUNDI VULUS, secondo alcuni storici potrebbe essere un personaggio che ha avuto un ruolo importante durante la costruzione della chiesa. Interessante è anche una colonna sul cui fusto proseguono i colli di due teste del capitello. Mentre in altri si sviluppano vari motivi, compresi le rappresentazioni in miniatura di elementi architettonici. Curioso è anche il quarto capitello della navata di destra dove compaiono una ruota, necessaria per innalzare i fusti, un animale da soma, che veniva usato per muovere le macchine e al centro una vite tortile che nasce sulla testa del magister, e che sostiene tre archi.

All’interno della pieve vi è una copia secentesca, attribuita a Francesco Curradi, della più famosa Pala di Gambassi di Andrea del Sarto, oggi nella Galleria Palatina di Firenze. La Pala di Gambassi pervenne nelle raccolte medicee nel Seicento, proveniente dal monastero dei Santi Lorenzo e Onofrio di Gambassi, in cambio di questa copia, poi collocata nella pieve a Chianni. Altri dipinti presenti nella pieve sono attribuiti a Cosimo Daddi e a Giuseppe Arrighi.

Il rivestimento murario della chiesa è realizzato in arenaria a filoni orizzontali e paralleli, ben squadrati, anche se dalla lettura si capisce che ha subito varie manomissioni e interventi.

Nonostante le trasformazioni e restauri di cui è stata oggetto nei secoli scorsi, si presenta come un edificio di grande interesse.

La pieve di Santa Maria a Chianni è possibile ammirarla nel periodo estivo, da giugno a settembre, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, dal giovedì alla domenica, grazie ai volontari della Proloco di Gambassi Terme, che effettuano visite gratuite.