La via Francigena nella storia di Gambassi Terme

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente.

I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede.

Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, l’Abate Sigerico tornò a casa annotando su due pagine manoscritte le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che spesso si parla di “Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.

Importante luogo di tappa era la Pieve di Santa Maria Assunta a Chianni,che risale alla fine del XII secolo (visitabile rivolgendosi alla canonica), pregevole esempio di pieve romanica con influenze di stile romanico-pisano , Il nome di uno dei maestri che lavorarono nella pieve è rimasto inciso nel capitello della seconda colonna sulla sinistra e si tratta di un certo Johannes Bundivulus, italianizzato in Giovanni Bondi volterrano.

Le maestranze che qui lavorarono furono quasi sicuramente volterrane visto il legame di dipendenza feudale che ancora la legava alla città e anche al ripetersi qui di alcune caratteristiche della Cattedrale di Volterra.

Il primo impulso allo sviluppo economico si ebbe a partire dal XIII secolo, grazie all’artigianato del vetro. L’arte vetraria si diffuse nel territorio di Gambassi grazie al passaggio sempre più frequente di pellegrini e stranieri che attraversavano la Toscana sulla via Francigena e la Via Volterrana.

Tale sviluppo è documentato ancora oggi dalla presenza dei resti di una fornace del XIV secolo rinvenuta nei pressi di Germagnana, e ai maestri “bicchierai” famosi in Toscana ed in tutto il mondo per la maestria con cui creavano oggetti in vetro.

Anche Gambassi  è stata luogo d’arte, grazie agli artisti del vetro, ed a rinomati pittori e scultori che qui sono nati e vi hanno lavorato.
Si ricorda la “Pala di Gambassi” (oggi è situata in Palazzo Pitti a Firenze nella Galleria Palatina) realizzata da Andrea del Sarto su commissione di Francesco di Domenico da Gambassi detto “Beccuccio il bicchieraio”.

Questo famoso artista del vetro, dopo essersi recato a Lubecca per perfezionare l’arte della pittura sulle vetrate, venne chiamato nel 1433 e nel 1436 dall’Opera di Santa Maria del Fiore per decorare le nuove finestre della cattedrale di Firenze, vetrate che ancora oggi rendono famosa la Toscana e Firenze in tutto il mondo.